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L'industria italiana degli accessori, componenti e materiali alternativi alla pelle per calzatura, pelletteria e abbigliamento, costituita da oltre 2.100 aziende che impiegano oltre 23.500 addetti, ha sempre rappresentato una componente essenziale dell'industria manifatturiera italiana a valle, in quanto fornitrice di prodotti e servizi, tali da assicurare i più elevati livelli qualitativi del prodotto finito.

Il settore è costituito in larga misura da piccole e medie imprese, con una forte concentrazione nella zona del fermano-maceratese, nelle Marche e negli altri principali distretti di produzione calzaturiera in Veneto, Lombardia e Toscana. Tali imprese giocano un ruolo di primaria importanza nelle economie locali, anche grazie all'elevato contributo all'export delle regioni.

L'Italia rappresenta l'80% dell'intero comparto europeo, che vede gli altri principali produttori comunitari, Spagna, Germania e Francia, molto distanziate in termini numerici.


Il settore può essere suddiviso in tre principali categorie.

La produzione di componenti per calzatura (suole e fondi, tomaie, guardoli, puntali, contrafforti, suole interne, ecc.) che, con un valore di euro 1,2 miliardi rappresenta il 40% del totale. Il segmento ha esportato per 907 milioni di euro nel 2016 (-1,4%) in 126 Paesi. Fra questi il più importante è la Romania (9%), seguito da Germania (6%) e Spagna (3%). All'interno del segmento, suole e fondi rappresentano quasi il 56% del valore.


Gli accessori per calzatura, pelletteria e abbigliamento (minuterie metalliche, incluse le fibbie, bottoni, cerniere, nastri, alamari, passamaneria, ecc.), con un valore di 812 milioni di euro (+4%), rappresentano il 27% del settore. Nel 2016 è stato esportato per 536 milioni di euro (+2%). Francia (21%), Romania (16%) e Germania (10%) le principali destinazioni.

I tessuti, sintetici ed altri succedanei della pelle, con valore di 1,02 miliardi di euro (34% del totale), in rialzo del 3% rispetto al 2015, ed esportazioni per 753 milioni costituiscono il terzo segmento. Le prime destinazioni per importanza sono state Germania e Romania, con una quota pari al 12% in entrambi i casi, seguite dagli Stati Uniti (9%).

Nonostante l'emergere di numerosi concorrenti a basso costo del lavoro nel panorama internazionale, Cina in primis, l'industria nazionale continua a svolgere un ruolo importante nel successo dei Paesi in grado di creare e sviluppare le tendenze moda, fra cui l'Italia. Creatività, innovazione, qualità e servizio al cliente restano le principali caratteristiche ed i punti cardine della futura crescita del settore.


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